Sarenco

Vobarno (BS), 1945

Biografia e mostre principali

All’anagrafe Isaia Mabellini, artista attivo negli anni ’60 come poeta lineare affina la propria ricerca verbo-visiva dal 1963 quando entra in contatto con il Gruppo 70 e stringe amicizia con Eugenio Miccini. Espone in Italia e all’estero le sue opere, entrando in contatto con artisti come Ugo Carrega, Julien Blaine, Jean-François Bory, Jochen Gerz, Paul De Vree, Jean-Claude Moineau e critici come Gillo Dorfles. Nel 1971 fonda con Paul De Vree la rivista «Lotta Poetica edita in tre serie (1971/1975; 1982/1984 e 1987). Nel 1972 espone per la prima volta presso la Biennale di Venezia (vi tornerà altre due volte, nel 1986 e nel 2001). Nello stesso anno fonda con Eugenio Miccini, la casa editrice SAR.MIC con lo scopo precipuo di promuovere il lavoro di numerosi poeti visivi italiani e internazionali. Nel 1972 partecipa a Documenta 5 a Kassel.  Nel 1977, sempre con Miccini, dà vita alla casa editrice Factotum Art e alla conseguente rivista «Factotum» (1977/1979). In questi anni partecipa attivamente anche alla programmazione della galleria Centro di Paolo Berardelli a Brescia e si impegna in prima persona nello sviluppo dell’Archivio Denza di poesia visiva con cui collabora dal 1970.
Negli anni Ottanta fonda la rivista di dischi «RadioTaxi» (1982/1984), con la quale pubblica in versione audio importanti autori di poesia d’avanguardia e sperimentale. Nello stesso periodo apre a Illasi (Vr) la Domus Jani, centro di ricerca culturale e fonda con Miccini Verona Voce. Il mensile intelligente di Verona.

Nel 1984 realizza il suo primo cortometraggio, Collage, e l’anno seguente viene invitato al XLII Festival del cinema di Venezia. Dal 1982 Sarenco intraprende numerosi viaggi in Africa sino a decidere di trasferirsi per un lungo periodo in Kenya, dove si dedica alla promozione dell’arte e della fotografia africana. A Malindi apre quindi una galleria d’arte e pubblica raccolte poetiche e poetico-visive, come Malindi diasMalindi e M.A.L.I.N.D.I., e organizza importanti esposizioni come la Prima Biennale d’Arte Contemporanea di Malindi. Anche negli ultimi anni, tra l’Italia e il Kenia, Sarenco persevera nella propria azione di promoter, organizzatore culturale e artista visivo.

Nel 2001 partecipa con una sala personale alla 49° Biennale di Venezia diretta da Harald Szeemann.

Nel 2008 a Brescia, presso la Fodazione Berardelli, espone la mostra: “Sono un poeta di montagna e me ne vanto”. Nel 2017 la Galleria Clivio a Milano dedica all’artista la mostra personale: “Sarenco, il guerrigliero”